"La saggezza non esiste, non esiste vecchiezza e forse nemmeno la morte."

sabato 17 gennaio 2015

Stati d'Animo


Qualche settimana fa', son stato attratto da questa vignetta pubblicata su un libro che ho ricevuto in dono per Natale. Mi è sembrato che esprimesse una condizione, uno stato d'animo nel quale non è difficile rispecchiarsi e così... ho deciso di riprodurla sul mio blocco da disegno. "Tempus inesorabile fugit", "Panta rei"... dicevano gli antichi. Ma la propensione alla vita, la speranza in tempi e occasioni migliori non devono mai cadere.

sabato 10 gennaio 2015

Lettera Aperta a Charlie Hebdo

Caro Charlie,

devo confessarti che, sino a qualche giorno fa’, non sapevo ancora della tua esistenza perciò credo che comprenderai se non mi unisco al coro di tutti quelli che, da un momento all’altro, hanno iniziato a urlare “Io sono Charlie”. Non amo gli slogan, gli aforismi e le etichette che spesso ci portano ad affrontare i problemi in modo superficiale e frettoloso. Che ci omologano e, talvolta, ci privano di spontaneità e personalità. Preferisco continuare ad essere Blogaventura Reporter e sostenerti sui principi  che, in questi anni, hai portato avanti con originalità, coraggio e serena determinazione. Son convinto, infatti, che la satira abbia un’importanza fondamentale in quanto non solo mette alla berlina i prepotenti ma ci fa riflettere sui mali della nostra società usando quelle armi sottili ed efficaci che sono la fantasia e l’ironia. Già ... fantasia e ironia... avere immaginazione, estro... non prenderci mai troppo sul serio . Tutte cose che son state messe inopinatamente da parte di questi tempi (... e non soltanto dagli integralisti islamici), dimenticando che  la creatività, unita al senso critico, ci aiuta sempre a migliorare la nostra condizione. Forse è anche per il fatto che la satira sta diventando una merce rara nel mio paese, che l’opinione pubblica italiana, già provata da pesanti tagli alla cultura e all'istruzione, sta morendo. Ecco allora che chi cerca di dire la sua, denunciare le malefatte del potere, la corruzione, i ricatti, le violazioni di diritti e lo sfruttamento dei più deboli, chi rivendica dignità e sicurezza, chi rifiuta la comodità che deriva dall’adeguarsi al pensiero dominante  finisce inevitabilmente col trovarsi sotto tiro. Poco importa che lo si faccia con una vignetta, con un articolo su un giornale o un post su internet o dal palco di un teatro. Chi critica, irride e non si allinea ai dogmi del potere è sempre visto con diffidenza e il più delle volte emarginato. Per questo, caro Charlie,  sono al tuo fianco contro ogni forma di censura,  violenza e repressione delle idee esercitata da qualsivoglia “fabbrica dell’obbedienza” d’ogni credo religioso e colore politico. Sono con te per rivendicare il diritto alla creatività e alla critica. Continuerò a scrivere, disegnare, dipingere e fotografare quel che mi pare. Per dire no all’acquiescenza e alla rassegnazione che son la più grande rovina del nostro mondo.  Con stima,
                                 Blogaventura Reporter

mercoledì 7 gennaio 2015

Siena

Qualche anno fa’ son stato a Siena... una città d’arte e cultura di un’originalità senza eguali.  Son rimasto folgorato dal panorama che si può godere dal muraglione che fiancheggia il Duomo tanto che, a distanza di diverso tempo, quell'immagine non è scomparsa dalla mia mente e ho realizzato quest’acquarello. 


Un mare di tegole antiche ricoprono vetuste case, prima che lo sguardo cada sulla Piazza del Campo, meravigliosa come il cavo di una conchiglia di madreperla. Circondata dai suoi palazzi sontuosi e signorili. Coi suoi caffè affollati da turisti che sorseggiano pigramente una bibita  e la torre che svetta agile verso il cielo. La vista poi si dismaga verso verdi colline. Verso un azzurro così intenso che ancora, talvolta, colora i miei sogni.

domenica 21 dicembre 2014

I Giovani del Mondo Globalizzato e il Natale


C’è una pensiero che alla vigilia di Natale e dell’incipiente anno mi assilla.  Quello legato al futuro dei nostri giovani.  Chi ha voluto questo mondo in cui prevaricazione, profitto e precarietà hanno preso il sopravvento su solidarietà , giustizia  sociale, sicurezza e diritti della persona afferma con protervia che “ indietro non si torna”. La verità è che sono stati proprio coloro che, per fini di lucro, hanno calpestato il sistema dei diritti, fortemente voluto e faticosamente conquistato dai nostri padri, a far retromarcia. A indurre una crisi morale e culturale ancor più che economica che mette a repentaglio il futuro e la sicurezza della nostra gioventù. Con l’affermazione poc'anzi riportata, rivoltano la frittata, vogliono far passar per progresso quel che, in realtà, è un ritorno al passato. Cercano di indurre maggior sfiducia e rassegnazione possibile  nell'animo delle persone. Decisamente non è un gran bel Natale e non se ne avranno di migliori se si continuerà ad anteporre la sfera dell’avere a quella dell’essere. Spero che i nostri giovani non si facciano incantare dai fautori del capitalismo sfrenato, responsabili dei vergognosi squilibri sociali che si manifestano in ogni parte del nostro pianeta. Che non si arrendano mai . Possano crescere in salute e contribuire alla creazione di una società che sia molto migliore e diversa da quella attuale. A promuovere un consorzio umano in cui le opportunità siano per tutti e non solo per alcuni.  Auguro a tutti un Buon Natale e un Sereno Anno Nuovo e, ancor più, di aver sempre la forza e la serenità d’animo necessarie per accompagnare il cammino dei nostri ragazzi in questa critica fase della storia del mondo.


P.S. Blogaventura Reporter si prende una pausa. Arrivederci fra qualche settimana.

venerdì 12 dicembre 2014

Mon Petit Prince...



... oggi ho provato a disegnarti per sentirmi meno solo. Ho riprodotto le tue fattezze con la matita e i colori di china. Alla fine sei riapparso su quel foglio bianco. Coi tuoi capelli biondi come il grano. I vestiti variopinti. Le mostrine d’oro. Il tuo fioretto d’argento che non serve a combattere o ferire alcuno, ma disegnar meravigliose fantasie nel cielo azzurro . Non sai quante volte ti ho cercato e mi son chiesto dove potevi esserti nascosto. Perché quando tu non ci sei  perdo ogni fiducia  al punto  da pensare che “niente ha importanza nella vita (nemmeno la vita)”*  Divento scettico e… “un piccolo principe scettico non è più un piccolo principe.”*  Ti ho ritrovato alfine. Curioso, malinconico, romantico, sognante… pronto a credere  che c’è sempre una via nel deserto. Una pista che il vento e la sabbia a volte ci nascondono ma che noi possiamo sempre ritrovare. Con tanta forza d’animo e l’aiuto delle persone care che a volte appaiono, quando proprio più non te lo aspetti, per ridarti forza e coraggio. Ti ho disegnato coi tuoi colori più belli perché tu non scompaia dal mio cuore … non permetterò mai più che qualcuno ti cancelli.

*Citazioni da"Lettere a una sconosciuta" di Antoine de Saint - Exupery

sabato 6 dicembre 2014

Quando Tex venne in Sardegna



Ricordo che, ai tempi della scuola elementare, molti miei amici leggevano avidamente gli albi dell’eroe del west Tex Willer. Dal canto mio, ero indissolubilmente legato al mondo Disney, con qualche sporadica divagazione nel pianeta Peanuts che, in quel periodo, andava piuttosto di moda. Non amavo i “super eroi”. I buoni per forza. Quelli che alla fine riescono sempre a spuntarla e nemmeno quelli  che facevano un eccessivo uso di armi e munizioni. Probabilmente è proprio per queste ragioni che ho tardato a incontrarmi con Tex. Nei primi anni dell’università si verificò però un evento importante perché ebbi la fortuna di conoscere e scambiar più di qualche parola con Aurelio Galleppini, il papà di Tex, giunto a Cagliari per una mostra dedicata alla sua arte e al suo ormai mitico personaggio. Così la mia memoria torna ad un pomeriggio dei primi anni ottanta  trascorso  alla Cittadella dei Musei,   ad ammirare  le sue tavole e a conversare con questo signore dal fare semplice, gentile e disponibile. Pronto a rispondere a tutte le domande degli innumerevoli ammiratori accorsi per l’occasione.  Galep (così Galleppini  firmava i suoi disegni)  spiegò che Tex, prima di cavalcare per le immense praterie del West ed avventurarsi in qualche pericolosa missione fra le gole del Gran Canyon per stanare feroci banditi e vari satanassi  era passato… dalla Sardegna. Perché fu prima ad Iglesias e poi a Cagliari che Galleppini trascorse la sua gioventù  e, proprio nella cittadina sulcitana, ispirato dai tanti film di Tom Mix che venivano proiettati nel cinema locale, iniziò a disegnare situazioni e ambienti in stile western. Quando la famiglia di Galep andò a vivere a Cagliari, egli si affermò come pittore, illustratore, cartellonista e insegnante di disegno e lasciò nella nostra città pregevoli opere d’arte. Successivamente si trasferì a Firenze per collaborare con l’editore Nerbini.  Il suo grande successo però è legato all’incontro con Bonelli che gli propose la sceneggiatura delle avventure di Tex Willer. Audace, generoso, astuto, ironico e beffardo nei confronti dei manigoldi. Con un linguaggio singolare, colorito. Mai  volgare. Chi non dimentica espressioni ed esclamazioni del tipo: “Gran matusalemme ballerino, vecchio satanasso, tizzone d’inferno, per la barba di Giosafatte…” Questi erano i tratti caratteristici del personaggio di Bonelli e Galleppini che io ho imparato a conoscere e ad apprezzare proprio in quel primo scorcio di anni ottanta.  Amico degli Indiani, tanto da esser nominato da loro Gran Capo Aquila della Notte, Tex ha finito con l’affascinare anche me che, da bambino, mi impressionavo assai quando qualcuno veniva trafitto da una freccia o ferito da qualsivoglia arma. Bene o male son rimasto così, ma trovavo che le avventure di Tex non indugiassero su certe crudezze. Mi sembrava avessero ritmi più rassicuranti e, in quegli spazi bianchi tra una vignetta e l’altra, che così bene descrive Gianrico Carofiglio nel suo libro “Non Esiste Saggezza”, si aprivano immensi spazi liberi per la mia fantasia. Raccontava Galep che, per rappresentare gli scenari western, “dovette attingere alla sua fantasia e ai ricordi della Sardegna.


“ Son passati ormai più di trent’anni da quell’incontro e ho voluto ritrarre Tex mentre vigila sulla Valle di Lanaitto, imbracciando il suo Winchester. Certamente il figlio Kit e gli amici di sempre Kit Karson e Tiger Jack si aggirano nella macchia cercando una pista più agevole o, più semplicemente, una cittadina con un saloon in cui ordinare una bistecca alta due dita e, al posto del solito boccale di birra, un litro di vino di Oliena più nero del sangue di mille Diableros. I cavalli, invece, potranno tranquillamente mangiar la loro biada e abbeverarsi alle sorgenti de “Su Cologone”. Proprio da quelle parti c’è “Il Giardino dei Cactus” che ricorda il nostro eroe e le sue avventure. 


Per raggiungerlo dovrai necessariamente infilarti in quegli spazi bianchi che intercorrono fra una vignetta e l’altra in cui c’è “tutta la vita che non è stata raccontata, le vicende che non diventano storie – per scelta o più spesso per caso – e si perdono nei gorghi del tempo che passa…”  Solo se seguirai questa strada, forse incontrerai il vero Tex. Mentre riposa sotto il loggiato di una bianca casa, col cappello calato sugli occhi. A volte solleva la visiera e guarda lontano… probabilmente pensa con nostalgia alla sua amata Lilith ma questi pensieri restano in quegli spazi bianchi tra una vignetta e l’altra. Là dove non riusciamo a vedere, o non ci è dato, di entrare

Dedicato a Tex Willer e ai suoi Pards Kit Karson, Kit Willer e Tiger Jack, alla memoria di Aurelio Galleppini e Gianluigi Bonelli.

Allo scrittore Gianrico Carofiglio, un ragazzo della mia età che… un giorno di qualche anno fa’ha incontrato Tex e… lo ha pure intervistato!

mercoledì 26 novembre 2014

Acquarelli Cagliaritani

Voglio portarvi oggi a fare un giro per Cagliari. Non con le solite foto ma coi miei acquarelli... Mostrarvela così come la vede il mio cuore. Senza pretese artistiche. Perché so bene d'essere un dilettante allo sbaraglio. Semplicemente con occhi di sogno. Perché questa è la città in cui sono nato e alla quale lego un mare di emozioni e ricordi. Difficile trovare un punto dal quale iniziare ma l'immagine che più frequentemente mi torna alla memoria è il profilo del Quartiere Castello, con le sue torri, i suoi antichi palazzi , la Cattedrale...così come lo si vede da una nave che si appresta ad attraccare alla banchina del porto.




Nella panoramica si intravede, sulla destra, il Bastione di Saint Remy ma... preferisco mostrarvelo in tutta la sua maestà.  




Sulla sinistra si scorge il Palazzo Boyle e sulla destra, di nuovo, la cupola della Cattedrale. Il bianco domina il frontale del Bastione e, allo stesso modo, nella Via Roma, la facciata del Municipio che ho raffigurato in




modo un po' naife (ho buone intenzioni, però, di realizzarne una versione prospetticamente assai più corretta), con il verde della Piazza Matteotti racchiuso in un recinto metallico, tanti personaggi in costume sardo e un carabiniere col suo rosso pennacchio che fa da guardia all'ingresso della casa comunale. Ancora bianco abbacinante sulla facciata della Basilica dedicata 




alla Madonna di Bonaria, con la sua scalinata, ove la gente sale, supplice e devota, per chieder venia dei suoi peccati o una grazia che renda migliore la propria esistenza e quella dei propri cari. Discesi dal Colle di Bonaria e percorso il viale Cimitero, conviene imboccar la via Logudoro e soffermarsi ad ammirar la Basilica si San Saturno...




... segreta, incantevole, è la più antica testimonianza dell'architettura paleocristiana in Sardegna. Un affascinante gioiello che sembra segnar l'estrema linea di confine tra la Cagliari antica e la città nuova, sviluppatasi nel dopoguerra. Cagliari è la città dei mille panorami, delle mille vedute. Da Castello, dal Terrapieno, dalla Passeggiata del Buon Cammino, dall'alto delle candide Torri Pisane... Io però son salito un giorno sul Colle di Monte Urpinu, su quel versante in cui la vista si dismaga 


sullo Stagno di Molentargius, le antiche saline e la Spiaggia del Poetto, dominata dal promontorio della Sella del Diavolo che si protende sull'azzurro mare, come direbbe Omero, ricco di pesci d'argento e... qui finisce la nostra colorata passeggiata in una Cagliari quasi sempre, avvolta in un cielo dall'indescrivibile chiarore, illuminata da un sole che riesce a volte a donar serenità anche nei momenti più grigi.