"Il viaggio, sia fisico che mentale, è l'unica cosa che conta, tutto il resto è delusione e fatica". L.F. Celine

mercoledì 18 giugno 2014

Kolossoi. Al Cospetto dei Giganti di Monte Prama


Volti imperscrutabili.
Più candidi delle nubi
Sospinte dal Maestrale.


Più della spuma del mare
E dei granuli di quarzo
Di Is Arutas.


Fantasmi di una notte insonne
Narrano antiche leggende.


Custodi del Mistero del Tempo
Alimentano i nostri dubbi.
Sgretolano le nostre certezze.


Colossi d’arenaria
Risorti dall’abisso
Dell’antichità.


Ci esortano a lottare…
A non chiuder le porte

Alla Speranza.

I Giganti di Monte Prama sono sculture nuragiche scolpite in arenaria gessosa. La loro altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri. Ridotte in numerosi frammenti, sono state trovate accidentalmente in un campo nel marzo del 1974 in località Mont'e Prama, a Cabras, nella Sardegna centro-occidentale.    Dopo quattro campagne di scavo effettuate fra il 1975 e il 1979, i 5.178 frammenti rinvenuti – tra i quali 15 teste, 27 busti, 176 frammenti di braccia, 143 frammenti di gambe, 784 frammenti di scudo – vennero custoditi nei magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari per trent'anni. Solo alcune tra le parti più importanti furono esposte nello stesso museo. Insieme a statue e modelli di nuraghe furono ritrovati anche diversi betili del tipo "oragiana", in genere pertinenti a una o più tombe dei giganti.
 Con lo stanziamento dei fondi nel 2005 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Sardegna, le statue sono state ricomposte dai restauratori del Centro di Conservazione Archeologica di Roma, coordinati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, in collaborazione con quella per le province di Cagliari e Oristano, presso i locali del Centro di restauro e conservazione dei beni culturali di Li Punti a Sassari.  In totale son state ricomposte trentotto statue: cinque arcieri, quattro guerrieri, sedici pugilatori, tredici modelli di nuraghe. La datazione dei Kolossoi (così li chiamava l'archeologo Giovanni Lilliu) oscilla dall'VIII secolo a.C. al IX o addirittura al X secolo a.C. .  Pertanto, i Giganti di Monte Prama, in quanto antecedenti ai kouroi della Grecia antica, possono essere annoverate fra le più antiche statue a tutto tondo  realizzate nel bacino del Mediterraneo.
Le statue riprodotte nelle illustrazioni sono esposte presso il Museo Archeologico della Sardegna, Cittadella dei Musei - Cagliari.

Con questo post Blogaventura Reporter inizia la sua pausa estiva. In tutta sincerità non so se a settembre riprenderò a postare su queste pagine. Ho bisogno di riposare e pensarci un po' su. Un abbraccio grande a chi mi ha seguito sin qui, Fabio.

sabato 14 giugno 2014

Quando Sfrecciano Le Frecce

Prima arrivano i cadetti...



...  poi entra in scena la PAN coi sempre favolosi MB399



...e il suo funambolico solista




Sfrecciano sopra le nostre teste...



... per poi volteggiare sul mare del Poetto



Prima di ricomporsi  in parata...



... e salutarci con la loro scia tricolore.



Queste sono solo alcune delle foto che ho scattato assieme a mia figlia Valentina durante l'ultima esibizione cagliaritana delle Frecce Tricolori ma...



...c'è anche questo disegno in cui ho voluto riprodurre un Macchi MB399 PAN sulla pista dell'Aeroporto di Elmas. Sullo sfondo la sagoma della città di Cagliari che il sette di giugno ha ospitato questo evento.

venerdì 6 giugno 2014

Incontri Ravvicinati nel Cielo di Cagliari

Anche oggi mi sono affacciato dal mio balcone per godermi il cielo azzurro seppur leggermente velato...



... come al solito c'è qualche stormo di fenicotteri che si trasferisce dallo stagno di Molentargius a quello di Santa Gilla. Un'elegante e leggera nuvola  che segue rotte tramandate da generazioni. Perché è da tanti anni ormai che "il Popolo Rosa" vive con noi. 



Il silenzio del pomeriggio vien rotto d'improvviso da un forte boato. I fenicotteri si allontanano impauriti e la foschia della sera è squarciata dai fari di possenti aquile d'acciaio...



Prendono quota...



... Per poi lanciarsi a capofitto...



... e disegnar nel cielo ardite figure...



... finchè un coraggioso gabbiano dice: "Ora basta!"



... si ritorna tutti a casa e...



... "il Popolo Rosa" torna padrone del cielo.

lunedì 2 giugno 2014

"Hurricane - Il Grido dell'Innocenza."


Ieri sera ho visto un film. Parlava dell’amaro caso del pugile Rubin “Hurricane” Carter, recentemente scomparso. Incarcerato ingiustamente per triplice omicidio. Ci son voluti vent’anni perché si facesse luce su questa vicenda. Vent’anni in cui Rub è stato privato della libertà anche se, è il caso di dire che i suoi aguzzini credevano di avergliela tolta, perché, nel corso della sua detenzione, Rub si costruì una cultura leggendo tanti libri importanti. Scrivendone, a sua volta, uno in cui raccontava la sua storia e che, con tutta probabilità, ha costituito la sua salvezza. Perché scrivere, non rinunziare alla comunicazione è un’arma potente e decisiva per un essere umano. Un’opportunità alla quale non si deve rinunziare manco nei peggiori momenti di depressione. Proprio grazie al suo libro Rub conobbe il giovane Ezra e i suoi amici che presero a cuore la sua vicenda e col loro impegno favorirono la riapertura del caso.  A seguito di questa azione, la corte federale riconobbe l’innocenza di Rubin “Hurricane” Carter e ne dispose la liberazione. Sicuramente Rub fu imprigionato per coprire i veri colpevoli del delitto. Fu imprigionato perché un nero era una facile vittima da gettare in pasto ai “benpensanti”. Perché chi è più debole può esser colpito agevolmente e spesso nell’indifferenza di tutti. Ho apprezzato molto questo film che risveglia le coscienze e insegna a lottare e a non arrendersi mai. C’è un passaggio che mi ha colpito e riassume il senso di tutta la vicenda. Un frase di Rubin “Hurricane” Carter:

“L’odio mi ha portato in prigione,
  l’amore mi ha liberato…”

Perciò, son convinto, che questa storia  umana non dovrà mai essere dimenticata.

venerdì 30 maggio 2014

Lungomare Cagliaritano

Il sole al tramonto accompagna i miei passi...



Fa piacere dopo una giornata intensa, immergersi nella luminosità della  primavera. 



Il maestrale agita le palme e...



io cerco un posto in cui posare e ricomporre i miei pensieri sparsi.



La mia città sembra quasi emergere dal mare. Rosea, al tramonto, sovrasta il porto, mentre nubi leggere fuggono via veloci.



Riporta alla mente antiche memorie,  dolci sensazioni  e..
.

... il cuore, colmato da tanta beltà, si rasserena.





domenica 25 maggio 2014

Strepitosa Vittoria di Fabio Aru Sul Monte Campione


Ho seguito le ultime fasi di questa tappa del Giro d'Italia in piedi... col cuore che mi batteva forte per l'emozione. La carovana della corsa rosa è salita sorniona dal Lago di Iseo lungo le curve che portano al Monte Campione. Ci son stati dei velleitari quanto sporadici tentativi di fuga. Poi Fabio Aru è scattato portandosi dietro Rigoberto Uran che proprio non ne ha voluto sapere di collaborare col giovane sardo. Oggi però Fabio era veramente il più forte di tutti . Sulla montagna dedicata a Marco Pantani si è lasciato alle spalle il riottoso colombiano ed esperti avversari come Nairo Quintana, Pozzovivo e Cadel Evans. Grande è l'emozione per questa vittoria. Perchè fuoriclasse come Hinault e lo stesso Pantani hanno trionfato a Monte Campione e... poi hanno conquistato il giro. Adesso Aru  è quarto in classifica generale a 2 minuti e 42" da Uran. Ci sono ancora tanti chilometri ed aspre montagne da superare e gli esperti dicono che anche sul Gavia e sullo Stelvio il campione sardo potrà dire la sua. FORZA FABIO, TUTTA L'ITALIA E' CON TE!

sabato 17 maggio 2014

Solitudine

Ho voluto rappresentarla così...


... serenamente assorta. 

Perché "la solitudine non è l'assenza di un compagno o di una compagna, ma il momento in cui la nostra anima può parlarci liberamente e aiutarci a prendere delle decisioni riguardo alle nostre vite. Ecco perchè son benedetti coloro che non temono la solitudine. Che non rifuggono la sua presenza, che non si affannano alla ricerca di un impegno, di uno svago, di qualcosa su cui esprimere un giudizio. Chi non è mai solo non può veramente conoscere sè stesso. E chi non conosce sè stesso, spesso si trova nella condizione di aver timore dell'assenza, del vuoto..."

   Da "Il Manoscritto Ritrovato ad Accra" di Paulo Coelho.