"This must be the place"

domenica 15 febbraio 2015

Visioni e... Saluto Finale

"La terra e l'acqua hanno vapori che lenti s'elevano e che un soffio disperde.



Quanto vedemmo fu immagine vana."

             da "Macbeth" - William Shakespeare 

Dopo quasi nove anni ho deciso di porre fine alla mia attività di blogger. Un saluto e un abbraccio a chi fin qui mi ha seguito,
                                         Fabio.


domenica 8 febbraio 2015

Vi porto alla Sartiglia.


Il 15 e il 17 di Febbraio si svolgerà nella città di Oristano la  giostra della Sartiglia. Ho assistito diverse volte a questo evento e oggi voglio proporvi un brano tratto dal mio libro "Il Signor Blogaventura" nel quale ho cercato di descrivere i colori e le emozioni che si possono provare nel corso di questo evento:




"Non ci sono parole per esprimere il fascino de "Sa Sartiglia", la giostra cavalleresca che con la "Corsa alla Stella"  e le spericolate "Pariglie" infiamma Oristano nei giorni del Carnevale. Molto più di un torneo, di una esibizione folkloristica. Un vero e proprio rito propiziatorio i cui tempi son scanditi da formule cerimoniali e regole sacrali. 


Dal suono delle trombe e dal ritmo dei tamburi che segna solenne il passo de "Su Componidori" (il capo-corsa) mentre a cavallo si dirige, lungo via Duomo, al punto di partenza della sua spericolata discesa.


Cala il silenzio sul percorso ma, improvviso, ecco lo squillo delle trombe, il rullo dei tamburi e il cavaliere che scende a rotta di collo lungo il tortuoso semipiano. Vola il cavallo, corre sul velluto mentre supera l'ultima curva e impetuoso si avventa sul breve rettilineo che precede il bersaglio. Là, fra due alberi, quasi di fronte al campanile del Duomo è teso un nastro verde dal quale pende una stella d'argento forata nel centro. "Su Componidori", lanciato al galoppo tende la spada verso il bersaglio. Un secco rumor di metallo e la lama trapassa la stella. 


Applaude la folla e il cavaliere, alzando al cielo lo spada, mostra il trofeo infilato nel ferro sino all'elsa. La gioia inonda gli spalti. Altri ventidue cavalieri, sotto gli occhi della Giudicessa Eleonora, infilano la stella e, alla fine della corsa, brandendo "su stoccu", "Su Componidori" coglie nuovamente il bersaglio. 


Inequivocabile presagio di un copioso raccolto. Riposte le spade il capo-corsa impugna "Sa Pippia e Maiu", si lancia in una spericolata corsa sdraiato sul dorso del cavallo ("Sa Remada") e, infine, benedice la folla. 


Ora il nobile corteo raggiunge la Piazza Eleonora e percorre la Via Dritta sino alla Via Mazzini dove subito iniziano la loro folle corsa le spericolate pariglie dei cavalieri.


Acrobatiche figure, piramidi umane, lanciate al galoppo sul dorso di indomiti destrieri. Qui, tra l'odore della vernaccia e del fumo, senti in pieno il senso temerario della "balentia". L'aspetto pagano e popolare della festa. L'ebrezza e l'abbandono di una giornata giunta ormai al tramonto."


domenica 1 febbraio 2015

"Paese d'Ombre"

''Si trovò di fronte i tetti scagliosi di Norbio dai quali emergeva la cima arrotondata del campanile con la sua croce di ferro e il parafulmine nettamente stagliati contro il cielo grigio...”


... e anch’io ho provato una sensazione del genere. Così  ho voluto rendere omaggio con quest’ acquarello a Villacidro, il paese nel quale lavoro da quasi un mese e che ispirò il romanzo “Paese d’Ombre” (Premio Strega 1972) allo scrittore Giuseppe Dessì. Il viaggio per me è lungo e la giornata faticosa. Son circa cento chilometri al giorno che  devo percorrere in macchina per raggiungere il mio posto di lavoro e rientrare la sera a casa. Su una strada trafficata e insidiosa. Con la pioggia e la nebbia che mi dicono al nord non esista più e... penso allora che si sia concentrata tutta qui, nel Medio Campidano. Di certo questo passaggio della mia vita, assai sofferto, non finirà domani. Ma cerco almeno di trovare fra le vie di questo borgo vecchi cari ricordi che mi riportano alla mente il volto e l’allegria degli amici della mia adolescenza. Un’antica dimora, un agrumeto con le fronde dei suoi alberi che si protendono verso il lavatoio. Salendo in montagna, una cascata d’acque cristalline che ispirò Gabriele D’Annunzio:

“Dense di celidonie e di spineti
le rocce mi si drizzano davanti
come uno strano popolo d'atleti
pietrificato per virtù d'incanti.

Sotto fremono al vento ampi mirteti
selvaggi e gli oleandri fluttuanti,
verde plebe di nani; giù pei greti
van l'acque della Spendula croscianti.

Sopra, il ciel grigio, eguale. A l'umidore
della pioggia un acredine di effluvi
aspra esalano i timi e le mortelle.

Ne la conca verdissima il pastore
come fauno di bronzo, su 'l calcare,
guarda immobile, avvolto in una pelle.”

Passeggiate per vicoli solitari che percorro nel primo pomeriggio, durante l’intervallo, in queste fredde giornate d’inverno... alla ricerca di tempi felici ormai perduti.  Coltivare la memoria è il mio modo per superare la fatica e distrarmi da mille pensieri... trovar almeno qualcosa di buono in un’esperienza che ho dovuto, giocoforza, accettare.

sabato 17 gennaio 2015

Stati d'Animo


Qualche settimana fa', son stato attratto da questa vignetta pubblicata su un libro che ho ricevuto in dono per Natale. Mi è sembrato che esprimesse una condizione, uno stato d'animo nel quale non è difficile rispecchiarsi e così... ho deciso di riprodurla sul mio blocco da disegno. "Tempus inesorabile fugit", "Panta rei"... dicevano gli antichi. Ma la propensione alla vita, la speranza in tempi e occasioni migliori non devono mai cadere.

sabato 10 gennaio 2015

Lettera Aperta a Charlie Hebdo

Caro Charlie,

devo confessarti che, sino a qualche giorno fa’, non sapevo ancora della tua esistenza perciò credo che comprenderai se non mi unisco al coro di tutti quelli che, da un momento all’altro, hanno iniziato a urlare “Io sono Charlie”. Non amo gli slogan, gli aforismi e le etichette che spesso ci portano ad affrontare i problemi in modo superficiale e frettoloso. Che ci omologano e, talvolta, ci privano di spontaneità e personalità. Preferisco continuare ad essere Blogaventura Reporter e sostenerti sui principi  che, in questi anni, hai portato avanti con originalità, coraggio e serena determinazione. Son convinto, infatti, che la satira abbia un’importanza fondamentale in quanto non solo mette alla berlina i prepotenti ma ci fa riflettere sui mali della nostra società usando quelle armi sottili ed efficaci che sono la fantasia e l’ironia. Già ... fantasia e ironia... avere immaginazione, estro... non prenderci mai troppo sul serio . Tutte cose che son state messe inopinatamente da parte di questi tempi (... e non soltanto dagli integralisti islamici), dimenticando che  la creatività, unita al senso critico, ci aiuta sempre a migliorare la nostra condizione. Forse è anche per il fatto che la satira sta diventando una merce rara nel mio paese, che l’opinione pubblica italiana, già provata da pesanti tagli alla cultura e all'istruzione, sta morendo. Ecco allora che chi cerca di dire la sua, denunciare le malefatte del potere, la corruzione, i ricatti, le violazioni di diritti e lo sfruttamento dei più deboli, chi rivendica dignità e sicurezza, chi rifiuta la comodità che deriva dall’adeguarsi al pensiero dominante  finisce inevitabilmente col trovarsi sotto tiro. Poco importa che lo si faccia con una vignetta, con un articolo su un giornale o un post su internet o dal palco di un teatro. Chi critica, irride e non si allinea ai dogmi del potere è sempre visto con diffidenza e il più delle volte emarginato. Per questo, caro Charlie,  sono al tuo fianco contro ogni forma di censura,  violenza e repressione delle idee esercitata da qualsivoglia “fabbrica dell’obbedienza” d’ogni credo religioso e colore politico. Sono con te per rivendicare il diritto alla creatività e alla critica. Continuerò a scrivere, disegnare, dipingere e fotografare quel che mi pare. Per dire no all’acquiescenza e alla rassegnazione che son la più grande rovina del nostro mondo.  Con stima,
                                 Blogaventura Reporter

mercoledì 7 gennaio 2015

Siena

Qualche anno fa’ son stato a Siena... una città d’arte e cultura di un’originalità senza eguali.  Son rimasto folgorato dal panorama che si può godere dal muraglione che fiancheggia il Duomo tanto che, a distanza di diverso tempo, quell'immagine non è scomparsa dalla mia mente e ho realizzato quest’acquarello. 


Un mare di tegole antiche ricoprono vetuste case, prima che lo sguardo cada sulla Piazza del Campo, meravigliosa come il cavo di una conchiglia di madreperla. Circondata dai suoi palazzi sontuosi e signorili. Coi suoi caffè affollati da turisti che sorseggiano pigramente una bibita  e la torre che svetta agile verso il cielo. La vista poi si dismaga verso verdi colline. Verso un azzurro così intenso che ancora, talvolta, colora i miei sogni.