Non
scrivo quasi mai di musica… perché sono stonato, perché non so suonare. Ma di
musica ne ascolto molta e , qualche volta mi capita di incontrare dei
personaggi veramente incredibili. E’ il caso di Sixto Rodriguez, uno che il
successo lo ha davvero raggiunto ma non lo sapeva. Uno che la chitarra la
suonava da dio, anzi, la suona da dio e ha una voce che ti entra nel più
profondo dell’anima. Però negli Stati
Uniti, dove Sixto è nato nel 1942, ben pochi si accorsero del suo talento. Ma
cosa volete che gliene importasse ai fighetti americani di un oriundo messicano,
di un povero manovale di Detroit che, dismessa la cazzuola, si dedicava con
santa passione alla musica? Era l’inizio
degli anni ’70 e lui scriveva canzoni di protesta di ispirazione fortemente
progressista ma… uno come lui non corrispondeva affatto ai canoni del poeta
emaciato e tormentato che tanto andava in voga negli anni ruggenti di Bob Dylan
e Joan Beaz. Chi poteva prestare attenzione a un muratore messicano, per di più
scuro di pelle? Però Sixto Rodriguez ha un repertorio bello tosto. Nel 1970
pubblica l’album “Cold Fact” e nel 1971 “Coming From Reality”. Negli USA questi dischi proprio non andavano.
Ma c’è qualcosa nel destino degli uomini che gira sempre in modo particolare e
diverso. Così, mentre Rodriguez, scoraggiato e
deluso, torna a fare il muratore, la sua musica varca l’Oceano. I suoi
dischi sbarcano in Sudafrica ed è un successo perché furono vendute tra mezzo
milione e un milione di copie. La voce di Sixto è percepita da molti
sudafricani come “la voce della libertà in una società molto dura… musica che
ha trasformato un paese, che ha cambiato una società. “ Forse però non era
esattamente così… Era il suo fascino trasgressivo che trascinava i giovani in
un paese ancora molto puritano oltreché razzista. Nel brano “Sugar Man”,
Rodriguez esaltava il torbido richiamo della tossicodipendenza e in “I Wonder”
il cantante chiedeva alla sua amante quanti uomini avesse avuto. Tuttavia i
suoi dischi erano liberamente in vendita e comprarli non ti rendeva affatto sospetto di
esser complice dell’African National Congress di Nelson Mandela che, dal canto
suo, era un movimento rivoluzionario e… puritano. Tanto che il suo braccio
militare puniva a frustate chi fumava droga. Non sopportava i capelli lunghi, i
pantaloni a zampa d’elefante e l’insubordinazione nei confronti dell’autorità. Allora era proprio quest’anima trasgressiva, sempre oltre le righe, che trascinava la
gioventù sudafricana… non uno spirito politico-rivoluzionario e… nemmeno
l’ottima qualità della marijuana sudafricana, come sostenevano i detrattori del manovale di Detroit. Peraltro,
Rodriguez seppe solo molto tardi del suo successo in terra d’Africa. Questo
perché le case discografiche sudafricane pagarono le royalty a una oscura
società londinese e non al cantante che aveva firmato i brani con nomi diversi.
Sixto, però, aveva lasciato un ricordo
profondo in due giovani sudafricani. Stefen Segerman e Craig Bartholomew
Strydom che, a fine anni novanta, si misero febbrilmente alla ricerca di "Sugar Man" Rodriguez e, dopo averlo trovato,
nel 1998 lo portarono, quasi incredulo, in concerto a Cape Town. “Searching for
Sugar Man” è il film, del regista svedese Malik Bendjelloul che racconta la
ricerca condotta dai due fans di Sixto
Rodriguez. Una storia incredibile che, ancora una volta, aldilà dell’antico
detto “nemo propheta in patria”, ci parla di quanto siano intricati e contorti i
sentieri della vita. Aver delle capacita
misconosciute in casa e apprezzate da
persone molto, molto lontane da noi è veramente uno strano destino. Sudarsi la pagnotta tra calce e mattoni nella
propria terra. Tornare a casa stanchi alla sera. Suonare per gli amici, per pura passione o solo per
vincere la malinconia mentre aldilà dell’Oceano sei, senza saperlo, una star, un idolo dei giovani... beh… si… credo
sia proprio una cosa pazzesca!
Se
poi volete saperne di più… il documentario “Searching for Sugar Man”, premio
Oscar 2013 sarà presentato al Festival Biografilm di Bologna tra il 7 e il 17
giugno 2013. Il musicista Sixto Rodriguez sarà in concerto il 25 maggio al
Primavera di Barcellona e il 3 giugno a
Parigi. Sul n. 1000 di “Internazionale” l’articolo “Cercando Rodriguez” di Rian
Malan che ha suscitato il mio interesse per la musica di “Sugar
Man” e ispirato questo post.
La foto che introduce questo post va attribuita a: Paulisdead at English Wikipedia.





